Comprendre XXI. Il nuovo numero dedicato a Lorenzo Calvi.

E’ tempo di Comprendre. Con febbraio, ora che il freddo minaccia le colline e le pianure navigano tra nebbie e porti mal segnalati come bastimenti troppo carichi, esce il ventunesimo numero della rivista ufficiale della Società Italiana per la Psicopatologia. È il momento della vendemmia invernale.

Il numero è dedicato agli ottant’anni del professore Lorenzo Calvi, decano della fenomenologia applicata alla psicopatologia, uomo di immensa cultura filosofica e psichiatrica. Maestro indiscusso di molti di noi. Allievo primo di Danilo Cargnello, che ha introdotto il pensiero di Binswanger in Italia, il professore ha lavorato per decenni nei servizi psichiatrici incontrando i suoi interlocutori, come definisce in una chiara mossa i suoi pazienti, per poi prestare la sua opera all’insegnamento; chi lo conosce non può non apprezzarne le doti didattiche e la chiarezza estrema con la quale s’esprime e svolge la tela dei numerosi casi che non ha mancato mai di portare, con nostra gioia, ai corsi di Figline Valdarno. Punto focale del lavoro del professore è, a nostro parere, insieme all’attenzione ai mondi nevrotici oltre che a quelli psicotici, classici oggetti della psicopatologia, punto focale è la pratica fenomenologica e la visione eidetica resa esercizio quotidiano, esercizio capace di interrogare con la stessa attenzione i mondi dei pazienti, i portauova in attesa della colazione, le dure esperienze degli infermieri negli ospedali e i dialoghi dei ragazzini di cui il professore si fa compagno di viaggio in treno. Una clinica la sua che si fa guida lungo il cammino dello stupore continuo, l’ad-orare del Vangelo, e della curiosità per la superficie delle cose che si può leggere domandarsi senza posa negli occhi sempre vispi del professore.

Molti auguri Lorenzo, e grazie davvero della continua sorpresa.

Segue l’indice del numero e quindi, sempre in anteprima, la presentazione allo stesso a cura di Bruno Callieri e Gilberto di Petta.

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INDICE

PRESENTAZIONE

di B. Callieri e G. Di Petta .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .    p. 9

E. Borgna

SULLE ALI DELLA MEMORIA.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .             11

*   *   *

A. Ales Bello

ALLE ORIGINI DELLA PSICOPATOLOGIA

FENOMENOLOGICA: LUDWIG BINSWANGER.  .  .  .  .  .             15

A. Ballerini

LE PAROLE E IL SILENZIO:

LA PSICOSI PAUCISINTOMATICA.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .               32

G. Charbonneau

IMMATURITÉ ADULTE ET CONSCIENCE DE RÔLE

De la notion d’immaturité à son concept .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .             46

P. Colavero

ALESSIO. IL CAUTO SMINATORE .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .             66

L. Del Pistoia

LORENZO CALVI:

IL PIACERE DI ESISTERE E RIMEDITAR LA FOLLIA  .  .           104

R. De Monticelli

MEDITATIO DE VITA ET VOCATIONE

A Lorenzo Calvi per il suo ottantesimo compleanno.  .  .  .  .  .            115

G. Di Petta

IL VISSUTO DEL VUOTO:

TEMPO, AFFETTI, CAMBIAMENTO

Per una fenomenologia dell’epochè.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .             130

F.M. Ferro

ESPERIENZE PSICOTICHE: QUESTIONI DI STRUTTURA.  .             182

A. Kraus

THE PERSONALITY OF MELANCHOLICS

(TYPUS MELANCHOLICUS)

SEEN FROM AN IDENTITY-THEORETICAL

POINT OF VIEW.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .             196

F. Leoni

IL CORPO, LA CARNE, LA FOLLIA.

SUI RAPPORTI TRA FENOMENOLOGIA

E PSICOPATOLOGIA FENOMENOLOGICA.  .  .  .  .  .  .  .  .           201

S. Mellina

IL TEMPO DELLA PROSSIMITÀ CORPOREA

NELL’INCONTRO IN PSICHIATRIA

Riflessioni antropofenomenologiche dedicate a Lorenzo Calvi.           217

C.F. Muscatello, P. Scudellari

OSSESSIONE E DELIRIO.

DUE MOMENTI DI UNA STESSA CRISI

DELLA IDENTITÀ DELL’IO.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .              232

E. Rizzuti

UNA FIGURA ANTROPOLOGICA SINGOLARE

Wolfgang Amadeus Mozart.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .             240

K. Schneider

LA DEPRESSIONE DEL FONDO

con un Commento critico di R. Dalle Luche  .  .  .  .  .  .  .  .  .             247

G. Stanghellini, R. Imbrescia

IL TATTO COME ORGANO DI SENSO CHE CI ORIENTA

NELLE RELAZIONI SOCIALI

Da Gadamer a Derrida .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .           266

R. Vitelli

L’AL DI LÀ DEL FEMMINILE:

NOTE PER UNA LETTURA DASEINSANALITICA

DEL TRANSESSUALISMO MASCHILE.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .            292

*   Recensioni *

R. Dalle Luche

I DURI VELI. VIAGGIO PSICOPATOLOGICO

ATTRAVERSO L’INFERNO DI DANTE.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .           321

G. Ferramosca

FEELINGS OF BEING.

PHENOMENOLOGY, PSYCHIATRY

AND THE SENSE OF THE REALITY

Una recensione.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .         324

A. Fusilli

IL SENSO TRA SPIEGAZIONE E INTERPRETAZIONE.  .  .  .  .         329

*   Corsi e Convegni *

AI MARGINI DELLA PSICOPATOLOGIA.

PERCORSI, ESITI, CONFINI

XI Corso Residenziale di Psicopatologia Fenomenologica

2010/ 2011 – Figline Valdarno .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .         341

LA PSICOPATOLOGIA FENOMENOLOGICA

COME FONDAMENTO DELLA DIAGNOSI,

DELLA COMPRENSIONE

E DELLA TERAPIA DEI DISTURBI MENTALI

Corso base di Psicopatologia Fenomenologica

Palazzo Borghese, Via Ghibellina, 110 R, Firenze.  .  .  .  .  .  .  .         349

PHENOMENOLOGICAL PATHS IN POST-MODERNITY.

A COMPARISON WITH THE PHENOMENOLOGY

OF LIFE OF A.-T. TYMIENIECKA

IV International Conference Phenomenology

Auditorium Antonianum, Via Manzoni, 1, Rome.  .  .  .  .  .  .  .  .        354

NATURE AND NARRATIVES OF TIME

Philosophical and Psychopathological Aspects

Salpêtriére Hospital – Paris

10-11 December 2010.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .         361

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PRESENTAZIONE.

Non è facile aprire questo XXI numero di Comprendre, per un motivo intuibile: esso è dedicato, dai suoi amici, a Lorenzo Calvi, per il suo ottantesimo anno. A Lorenzo Calvi che, di Comprendre, è stato il padre.

Quindi è un po’ come se questa sua creatura, Comprendre, cresciuta e autonomizzatasi da lui, oggi gli porgesse un abbraccio grato e filiale, ospitando i contributi di coloro che, con lui, hanno condiviso un tratto di strada, chi più lungo, chi più breve.

Non intendiamo, ovviamente, proporre qui un profilo della personalità di Lorenzo, che risulterebbe riduttivo, trattandosi, per chi lo conosce, di un uomo tanto peculiare, lontano da intrighi accademici e da ambi­zioni di carriera.

A Lorenzo non sono davvero servite cattedre od onori per ripren­dere e riproporre in modo così perspicuo quel percorso husserliano e bin­swangeriano, cominciato an­che tramite Danilo Cargnello, che egli ha saputo sviluppare ori­ginalmente con un costante rigoroso esercizio fe­nomenologico: un’arte, in cui egli è davvero instancabile assertore ed indi­scusso maestro.

Calvi ha colto, come pochi altri hanno saputo fare, quelle manife­sta­zioni dell’humana condicio che ci rendono possibile l’approfondimento dei mondi-di-vita abnormi, proponendo oriz­zonti che prima trovavano soltanto pallido ri­scontro nella letteratura psichiatrica e che senza di lui sa­rebbero restati in penombra o marginali.

La mondanizzazione, l’esserci-in-situazione, il ritrovamento dell’Io nel Tu non sarebbero possibili senza la pratica, da parte dello psichia­tra, di quell’epochè fenomenologica di cui Calvi ha constatato – qual­che anno prima di Blankenburg – l’analogia e la virtuale convergenza “smondanizzante” con l’epochè fenomenologica sofferta dal malato.

Sovente, con gradita sensazione, si avverte che in lui esperienza vis­suta e riflessione sistematica procedono a braccetto. Egli, con la sua pagina, ci conduce a riconoscere la densità di ogni vissuto, di ogni Er­lebnis o vivençia che dir si voglia, con una semplicità di forma che rende agevole e accattivante l’ingresso nella fenomenologia clinica, al­trimenti evitata come se fosse un hortus conclusus.

Calvi ci ha mostrato, lungo tutto il suo percorso di ricerca, che l’orizzonte fenomenologico è un vero e proprio presupposto, un prole­gomeno, per ogni tipo di approccio psi­coterapeutico. E oggi, se la nuova generazione della psicopatologia fenomenologica italiana sta co­struendo un paradigma più specifico di psicoterapia fenomenolo­gico/Dasein-analitica, questa operazione non sarebbe stata possibile senza l’inclusione, nelle sue fondamenta, di alcuni vertici della rifles­sione di Calvi, quali la nozione di “carne”, di “consumo”, di “traspa­renza”, di “alone”, di “prassi mimetica” o “prassi eidetica”. Che dire del suo basic language? Esso è costantemente aperto alle richieste d’aiuto; muovendosi verso ciò che è espresso, verbal­mente e non, tran­sita fra vari paesaggi con differenti e molte­plici arti­colazioni; e non si lascia facilmente dimenticare o emarginare.

La nostra consuetudine con lui ci porta a dire che la sua capacità di te­rapeuta gli consente di trasmettere un po’ della sua vita. Non cre­diamo che ciò accada in lui in toto; preferiamo piuttosto pen­sare che anche egli sia piuttosto storico di se stesso (alla Binswanger); sempre disposto a calarsi nei problemi umani dell’altro, senza lasciarsene inva­dere ma anche senza tentazioni di padroneggiamento o di scaltrito evitamento.

Grazie, Lorenzo, per il “dono” della tua riflessione e per Comprendre.

Sentiamo, caro Lorenzo, che tu continuerai a donarci la tua sapienza in­teriore, proponendoci esemplarmente la serenità del tuo tempo vis­suto, accanto alla solare Mariella, in uno splendido tenersi per mano.

Bruno Callieri e Gilberto Di Petta.

Per questo post si ringrazia la rivista Comprendre nelle persone di Giuseppe Riva, Lorenzo Calvi e Gilberto Di Petta.

Paolo Colavero

Paolo Colavero. Psicologo clinico, psicoterapeuta individuale e di gruppo. Psicopatologo in pectore, vive e lavora tra Milano, Parma, Firenze e Lecce. E' Socio fondatore della Scuola di Psicoterapia Fenomenologica e Fenomenologia Clinica e Socio Ordinario della Società Italiana per la Psicopatologia Fenomenologica, nonché responsabile operativo del sito internet.